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Luogo e architettura

La qualità della vita viene influenzata in modo preponderante dal “luogo”.
Per luogo si intende una convergenza di elementi che riassumiamo nel concetto di “paesaggio”.
Nel paesaggio vogliamo vivere e assaporare ogni giorno la convergenza di elementi.
Per questo abbiamo bisogno dell’architettura.
L’architettura ci protegge e custodisce tutto quello che amiamo.
Per assolvere questo importante ruolo “la dimora” non può essere un contenitore generico ma deve rappresentare e gratificare i soggetti che custodisce.
Il progetto della cantina, elaborato dall'architetto Roberto Nicoletti, viene pensato per essere in sintonia con la dimora storica che la ospita.
La cantina, rivestita interamente in pietra, la cui fornitura e posa è stata seguita passo passo da Luca Rento, titolare della cava da cui viene estratta, sfrutta la naturale conformazione del terreno e la materia che più le si addice. La forma è la più logica per uno spazio ipogeo che deve sostenere il peso del terreno e dare la giusta percezione di sacralità per la preziosità del contenuto.
Essa si fa cornice della grande passione per il vino del committente, diventando la stanza della convivialità e luogo di incontro e conversazione. Pareti, pavimento e piani sono realizzati in pietra, che in ogni centimetro narra la storia di millenni. Alle pareti, le mensole sono state create con travi secolari ritrovate in un vecchio monastero, separate in scomparti da divisori in pietra retroilluminati. Al centro della cantina, è stato realizzato un grande tavolo, opera unica fatto di un unico grande pezzo di pietra e di vecchi tronchi d'albero che si trovavano nel luogo dove è sorta la casa. Ad accompagnare il segno della storia nella contemporaneità sono stati scelti i miscelatori a muro Cea Design in acciaio spazzolato.

 

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