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    Agevolazioni fiscali

    50

    Proroga della detrazione 50%

    Con il via libera definitivo in Senato di ieri sera, della conversione in legge del Decreto Legge n. 63 del 04/06/2013, il bonus fiscale per ristrutturazioni, ovvero la detrazione 50% Irpef,  è stato prorogato di ulteriori sei mesi.
    Sarà possibile usufruirne, quindi, fino al 31 dicembre 2013.

    La legge, la n.90 del 3 agosto, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale, è stata poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 181 proprio del 3 agosto.

    Può essere utile, quindi, ricapitolare per quali lavori è possibile usufruire del bonus, chi possono esserne i beneficiari e qual è  la procedura da seguire per usufruirne.

    Fondamentale rimane che si tratti di interventi su edifici esistenti, quindi risultano esclusi nuove costruzioni ed ampliamenti. In quest'ultimo caso, si potrà detrarre solo la parte di spesa relativa all'edificio esistente.
    Per provare che l'immobile risulti esistente è necessario che sia accatastato.

    Caratteristiche della detrazione 50%

    L’incentivo è previsto per interventi compiuti sul patrimonio edilizio esistente esclusivamente di carattere residenziale e consiste in uno sconto dell’IRPEF pari al 50%.

    Il tetto massimo di spesa è fissato in 96.000 euro a cui, a seguito dell’approvazione della proroga, si possono aggiungere ulteriori 10.000 euro da spendere per l’acquisto di mobili per arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione, esteso poi, nella redazione definitiva dell'art. 16 anche ai grandi elettrodomestici di classe energetica almeno A+.
    Quindi, lo sconto massimo che si potrà ottenere sarà pari alla metà di questo tetto di spesa, cioè a 48.000 euro per gli interventi edilizi e 5.000 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

    La detrazione si ripartisce unicamente  in 10 rate annuali di pari importo.

    Ricordiamo anche che per gli interventi di ristrutturazione di edifici esistenti è prevista l’applicazione, per l'esecuzione dei lavori, dell’aliquota Iva agevolata del 10%.

    Chi può usufruire della detrazione 50%?

     

    Beneficiari della detrazione IRPEF sono coloro che effettuano le spese per gli interventi, quindi non solo i proprietari dell’immobile oggetto di ristrutturazione, ma anche i titolari di altri diritti reali, come:
    - nudi proprietari o usufruttuari;
    - affittuari o comodatari;
    - soci di cooperative divise o indivise;
    - il promittente acquirente che abbia già registrato il compromesso.

    Può usufruire dell’agevolazione anche il familiare convivente del proprietario o del detentore dell’immobile, purchè abbia sostenuto effettivamente le spese.
    Ricordiamo, però, che la legge definisce familiare il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Pertanto, nel caso di convivenza more uxorio è necessario stipulare un contratto di comodato d’uso per fruire del bonus.

    Se l'immobile è in comproprietà detrae chi sostiene le spese in misura proprozionale a quanto speso.
    Facciamo un esempio: immobile in comproprietà tra due coniugi. Se le spese le sostiene interamente il marito, può detrarre il 50% di tutta la spesa; se i due coniugi pagano in parti uguali, ciascuno detrae il 50% della metà pagata; se le spese sono sostenute in quote diverse, es. 1/3 e 2/3, ciascuno detrae il 50% della propria quota.

     

    Quali lavori possono usufruire della detrazione 50%?


    Anche se parliamo genericamente di detrazioni per lavori di ristrutturazione, in realtà con questa parola si indica una tipologia ben precisa di interventi edilizi.

    Infatti il bonus 50% è previsto per tutte le seguenti categorie di lavori: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
    Inoltre, per i soli edifici condominiali, è possibile detrarre anche le spese per i lavori di manutenzione ordinaria eseguiti sulle parti comuni.

    Nell’articolo Definizioni degli interventi edilizi, trovate la descrizione dettagliata di ogni singola tipologia di interventi, così come definita dalla legge, e potrete individuare quindi in quale di essa possono rientrare gli interventi di vostro interesse.

    Un elenco completo lo trovate comunque nella Guida dell'Agenzia delle Entrate, alla pagina 23.

    Le spese detraibili non sono solo quelle relative all’esecuzione dei lavori da parte delle imprese, ma anche quelle relative all’acquisto dei materiali, anche nel caso in cui i lavori si eseguano in proprio.

    Altre spese detraibili sono quelle professionali relative a progettazione, perizie, consulenze, rilascio di certificati di conformità dei lavori eseguiti.

    Inoltre sono detraibili tutte le spese burocratiche come oneri concessori, imposte di bollo, diritti di segreteria, eventuali permessi.

    Con la proroga la detrazione è stata estesa alle spese di acquisto dei mobili ed elettrodomestici usati per arredare gli edifici ristrutturati, acquistati dal 6 giugno 2013.

    Gli interventi su edifici esistenti possono usufruire anche dell'Iva agevolata al 10%, secondo le modalità illustrate nell'articolo Iva per lavori edili.

    Come richiedere la detrazione 50%?


    Per ottenere lo sconto IRPEF non è necessario presentare alcuna domanda o richiesta specifica, ma è sufficiente, in sede di dichiarazione dei redditi, indicare i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento.

    E’ indispensabile, però, che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, ad eccezione di quelli che non possono essere eseguite con questa modalità, come il pagamento di oneri concessori, diritti di segreteria, bolli, ecc.

    Nel bonifico deve essere indicato il codice fiscale della persona che effettua il pagamento e il codice fiscale o la partita Iva di colui che lo riceve.
    La causale da indicare è la seguente: Bonifico ai sensi della L. 449/97 art. 1 c. 3 e successive modificazioni saldo fattura n° xx del xx/xx/xx.
    La maggior parte degli istituti di credito ha comunque predisposto una modulistica specifica per la richiesta della detrazione, che può semplificare l’operazione.

    Ricordiamo che al bonifico effettuato verrà applicata una ritenuta d’acconto del 4% sulla somma spettante al beneficiario.

    Nel caso in cui si commetta un errore nell’effettuare il bonifico è possibile evitare di perdere l’incentivo, facendosi restituire la somma versata, e ripetendo il pagamento con la modalità corretta.

    Oltre alla copia di fatture e bonifici è importante conservare altri documenti da esibire in caso di controlli.

    Innanzitutto bisogna essere in possesso del titolo autorizzativo necessario per eseguire i lavori (a seconda dell’entità dell’intervento si potrà trattare di Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CILA).
    Per i lavori di attività edilizia libera, per i quali non è previsto alcun titolo è necessario predisporre un’autocertificazione, in cui si indichi la data di inizio dei lavori e si dichiari che i lavori per i quali si chiede la detrazione siano tra quelli agevolabili.

    Nel caso in cui per i lavori intervenga più di una impresa, anche non contemporaneamente, deve essere inviata all’ASL competente con raccomandata A.R., una comunicazione contenente i seguenti dati:
    - generalità del committente e ubicazione dei lavori;
    - descrizione dell’intervento da realizzare;
    - nominativo dell’impresa esecutrice con esplicita assunzione di responsabilità della stessa di rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;
    - data di inizio dei lavori.

    Altri documenti da conservare sono:
    - domanda di accatastamento, nel caso in cui l’immobile non sia ancora censito;
    - ricevute di pagamento ICI o IMU, se dovuta;
    - delibera assembleare di approvazione dei lavori per i lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
    consenso del proprietario dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati da altri soggetti, diversi dai familiari conviventi.

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